Data:

lunedì 19 gennaio 2026

Il referendum è uno strumento di democrazia diretta attraverso il quale gli elettori possono esprimere la propria volontà su temi di particolare rilevanza per l’ordinamento dello Stato.
Il referendum sulla giustizia riguarda aspetti significativi del sistema giudiziario e del suo funzionamento, incidendo su profili che attengono al rapporto tra cittadini e istituzioni, all’organizzazione della giurisdizione e alle garanzie previste dall’ordinamento.
Al fine di consentire un esercizio consapevole del diritto di voto, è fondamentale che ogni elettore possa disporre di informazioni corrette, complete e neutrali sui contenuti dei quesiti referendari, sulle modalità di voto e sulle scadenze previste.
In questa sezione del sito sono disponibili tutte le comunicazioni e le informazioni utili relative al referendum, nel rispetto dei principi di trasparenza e imparzialità dell’azione amministrativa.
Il referendum previsto dall’articolo 138 della Costituzione è un referendum costituzionale, volto a confermare o respingere una legge di revisione della Costituzione o un’altra legge costituzionale già approvata dal Parlamento.
A differenza del referendum abrogativo, il referendum ex art. 138 non ha carattere propositivo né abrogativo, ma confermativo: consente ai cittadini di pronunciarsi sull’entrata in vigore di una modifica costituzionale.
Il referendum si svolge solo se richiesto, entro tre mesi dalla pubblicazione della legge, da uno dei seguenti soggetti:

  • un quinto dei membri di una Camera;
  • cinquecentomila elettori
  • cinque Consigli regionali.

Non è ammesso referendum se la legge costituzionale è stata approvata, nella seconda votazione parlamentare, con una maggioranza qualificata dei due terzi dei componenti di ciascuna Camera.
Una caratteristica rilevante del referendum costituzionale è l’assenza di quorum di partecipazione: la validità del referendum non dipende dal numero dei votanti, ma esclusivamente dalla maggioranza dei voti validamente espressi.
L’esito del referendum determina:

  • l’entrata in vigore della legge costituzionale, se prevalgono i voti favorevoli;
  • la mancata promulgazione della legge, se prevalgono i voti contrari.

Di seguito il testo del quesito referendario 2026 ammesso dalla Corte di Cassazione, sul quale si andrà ad esprimere il voto in marzo:
«Approvate il testo della legge costituzionale concernente “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare” approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 253 del 30 ottobre 2025?»